12 maggio 2008

MONTEFIORE CONCA...........un borgo.....un sogno



Aguzzando la vista nelle giornate terse è possibile scorgere dalla costa un solitario gigante immerso nel verde del territorio della Signoria dei Malatesta: è il castello di Montefiore, baluardo difensivo e dimora estiva della potente famiglia.

Fin da molto lontano, dalle spiagge, dai poggi e dalle pianure dove si incontrano Romagna e Marche si intravede su un'alta collina una fortezza gigantesca dal profilo squadrato e imponente che si staglia netto contro il cielo.
È la Rocca di Montefiore, ai cui piedi è adagiato uno dei paesi più importanti e belli dell'antica Signoria dei Malatesta: un borgo che sta a guardia della Valconca, proprio sul confine verso il Ducato d'Urbino.

Tra le sue mura, nelle chiese e nei vicoli si incontrano preziose opere d'arte ma anche piccoli segni di remota vita quotidiana, testimonianze viventi di antichi mestieri artigiani. Dall'alto delle mura, dalle piazzette e dalle finestre delle case guardando da un lato ci si accorge che il mare è a pochi passi, dall'altro si vede una campagna punteggiata di olivi, coperta di castagni, querce e piccoli boschi che invitano a camminare per vecchie

All`interno delle vecchie mura si possono ammirare la chiesa di San Paolo e l`antica bottega del vasaio.
Suggestive manifestazioni notturne vengono organizzate nelle serate estive.
Appena fuori dal centro si trova il SANTUARIO DELLA MADONNA DI BONORA.
Da molto lontano, fin da Rimini, si intravede su una delle più alte colline della Valconca una fortezza gigantesca, dalle linee squadrate ed imponenti, circondata da un mare di verde.
E' la rocca di Montefiore, un paese tra i più importanti delle terre malatestiane. Tra le sue mura, nelle chiese e nei vicoli si incontrano opere d'arte preziose e si scopre il mestiere tradizionale dei vasai. Dall'alto del borgo si domina tutta la costa e ci si accorge che il mare è lì a pochi passi. La sua campagna con gli ulivi e le querce invita a camminare per sentieri antichi.

Tutto questo fa di Montefiore un luogo che non si dimentica.

Certo, oggi, passeggiando per le silenziose vie del paese non è facile immaginare quale autorevole e ricca storia ha avuto Montefiore. Per molto tempo questo è stato uno dei centri più importanti, forse il più importante, di una vasta area che comprende la bassa e la media valle del Conca, uno dei castelli più considerati del Riminese da tutti i punti di vista, militare, economico, religioso, culturale.

Tra i luoghi più belli ed importanti di Montefiore, ci sono il Convento Dei Cappuccini, vicino alla sommità del Monte Auro e il Santuario della Madonna di Bonora uno dei più antichi e famosi del Riminese.
Un’attenzione tutta particolare merita l'ambiente circostante, uno dei meglio conservati di tutto il Riminese, notevolissima la valle del Ventena tra Montefiore e Gemmano.

IL SANTUARIO DI BONORA

A circa un chilometro dal paese si trova il Santuario della Madonna di Bonora.
Si tratta di uno dei luoghi di culto mariano più famosi del Riminese, meta di pellegrinaggi e visite da parte degli abitanti di tutte le vallate vicine.
La devozione popolare attribuisce numerose grazie all'immagine della Madonna con bambino che si venera nella chiesa; ne sono testimonianza i numerosi ex-voto esposti nella canonica.
L'origine del Santuario risale agli inizi del '400 ad opera di un eremita di nome Ondidei Bonora.

Nel 1833 ci fu un fatto clamoroso che aumentò la fama di questo luogo mariano già tanto amato: il primo miracolo.


Innumerevoli le testimonianze delle grazie ricevute da coloro che con fede
si sono rivolti a Maria, Vergine di Bonora.

L'ultimo miracolo risale al 14 giugno 2002:

La sera del 14 giugno 2002, cinque giovani tra i 18 e i 22 anni, stavano percorrendo, a bordo di un'auto, la strada che collega Forlì a San Benedetto in Alpe nell'Appennino tosco-romagnolo.
Era circa mezzanotte.
I ragazzi erano i riminesi Giovanni Pirozzi (proprietario della macchina) e Paolo Zannoni (alla guida), Andrea Marconi di Reggio-Emilia, Michele Navacchia e Giacomo Babini di Forlì. A causa della velocità l'auto ha sbandato in una curva, appena prima di un ponte, e, imboccando un punto in cui il guardrail era mancante è precipitata di sotto facendo un volo di circa 20 metri nel torrente sottostante. Come gesto di riconoscenza, per la grazia ricevuta (l'auto era stata benedetta al Santuario della Madonna di Bonora appena acquistata) è stato fatto realizzare un ex voto dalla pittrice riccionese Anna Tedaldi.

7 commenti:

sauvage27 ha detto...

(¯`•.¸Ciao ... un piccolo passaggio e poi un piccolo saluto... mandi mandi ...Loris¸,•´¯)¸.•**•.,¸¸,ø¤º°`*`°``

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Posto incantevole come le foto ci mostrano.

Ciao :-)))
Daniele

Pino Amoruso ha detto...

...come sempre post fatti bene ed interessantissimi!!!
A presto :)

Ondamagis ha detto...

Ciao Gise, non sapevo esistesse la Madonna di Bonora. Buonanotte, un bacione.

Ondamagis ha detto...

Ciao bionda, ho finalmente aggiornato il blog con un nuovo post e contattato l'autore del libro. Un bacione e buonanotte.

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

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