3 aprile 2008

IL MAESTRO DELLA CUCINA ROMAGNOLA


Pellegrino Artusi autore de "L' arte la scienza in cucina e l' arte di mangiar bene", nacque a Forlimpopoli il 4 agosto 1820, da Teresa Giunchi e Agostino.
Dopo gli studi al Seminario di Bertinoro, cominci ad occuparsi degli affari paterni.
A segnare una svolta nella vita del giovane Pellegrino e della sua famiglia fu la famosa incursione del Passatore a Forlimpopoli, il 25 gennaio 1851.
Nella stessa notte in cui fece irruzione nel teatro cittadino, la banda del celebre brigante con un sotterfugio, riuscì a entrare nella casa del futuro gastronomo e fare man bassa di denaro e oggetti preziosi.
Il colpo banditesco, al di là del danno economico, segnò profondamente la famiglia Artusi: Gertrude, una delle sorelle di Pellegrino, per lo spavento impazzì e fu internata in manicomio.
L'anno successivo la famiglia Artusi lasciò Forlimpopoli e si trasferì a Firenze, dove il trentaduenne Pellegrino si dedicò all'attività commerciale con un certo successo.
Artusi continuò a vivere in Toscana dove morì nel 1911 a 91 anni, ma mantenne sempre vivi i rapporti con la città natale.

Artusi godette di una vita agiata, senza mai perdere di vista le sue passioni per la letteratura e la cucina.
Ritiratosi a vita privata, si dedicò a tempo pieno a questi interessi, scrivendo prima una biografia di Foscolo e poi "Osservazioni in appendice a 30 lettere del Giusti", entrambi pubblicati a sue spese, senza grande successo, quel successo che sarebbe arrivato con "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", pubblicato nel 1891 a spese dell'autore "pei tipi dell'editore Landi".
Prima edizione: 1.000 copie.

In venti anni furono stampate 14 edizioni; nel 1931 le edizioni erano giunte a quota 32 e l'"Artusi" (ormai veniva chiamato con il nome del suo autore) era uno dei libri più letti dagli italiani, insieme a "I promessi sposi" e "Pinocchio".

Il volume, che ancora oggi conta un grande numero di edizioni e una vastissima diffusione, raccoglie 790 ricette, dai brodi ai liquori, passando attraverso minestre, antipasti (anzi "principii"), secondi e dolci.
L'approccio è didattico ("con questo manuale pratico - scrive Artusi - basta si sappia tenere un mestolo in mano"), le ricette sono accompagnate da riflessioni e aneddoti dell'autore, che scrive con uno stile arguto.
"La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" costituì un vero e proprio spartiacque nella cultura gastronomica dell'epoca.

All'Artusi va il merito di aver dato dignità a quel "mosaico" di tradizioni regionali, di averlo per la prima volta pienamente valorizzato ai fini di una tradizione gastronomica "nazionale".

6 commenti:

Ondamagis ha detto...

Ciao Gise, sto per andare al coro, ripasso più tardi, come spero di poter fare con gli altri amici bloggers. Un bacione

Daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Interessante questo libro gnam gnam LOL!

Raggio di sole ha detto...

...golosone !!! :))))))))

Ondamagis ha detto...

Gise, insomma, io evito di andare nel tuo blog culinario e poi mi ritrovo ad ingrassaree virtualmente lo stesso anche qui! Non vale!

Dolcetto ha detto...

Iteressanti queste notizie, ho fatto un paio di ricetta dell'Artusi ma sapevo poco di lui, mi ha fatto piacere leggere questo tuo post...

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

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