3 febbraio 2008

GIOTTO.....A RIMINI...


Vi sono opere di GIOTTO nella chiesa francescana di Rimini, e ricerche recenti hanno dimostrato non solo la piena attendibilità sulla presenza di questo artista nella provincia Romagnola, ma anche il fatto che le informazioni su Giotto sono state raccolte entro il 1308.

Questa scoperta ha contribuito a sciogliere la questione, molto dibattuta dagli specialisti, della datazione del soggiorno riminese del pittore, che oggi si tende a collocare verso il 1300, poco prima o poco dopo il viaggio a Roma.
E' possibile che, oltre che per i Francescani, Giotto abbia lavorato per Malatesta da Verucchio, che proprio in questo periodo stava affermando il suo potere e intratteneva stretti rapporti con i frati minori.

La presenza di GIOTTO A RIMINI fu determinante per lo sviluppo di una scuola pittorica autonoma riminese, che fiorì nella prima metà del secolo ed ebbe tra i suoi maggiori rappresentanti Giovanni, Giuliano, Pietro (tutti detti "da Rimini") e Giovanni Baronzio.
Questi artisti si formarono su opere giottesche importanti, oggi perdute, probabilmente uno o più cicli pittorici.
E' difficile attualmente tentare di individuare il soggetto e la collocazione di questi dipinti. Infatti, quelli della chiesa francescana andarono probabilmente distrutti all'epoca dell'intervento di Leon Battista Alberti che la trasformò in Tempio Malatestiano. La lunga descrizione di cui siamo in possesso circa questi affreschi sembra riferirsi ad una narrazione di tono tardogotico.

La studiosa inglese Dillian Gordon ha infine proposto che provenga da Rimini un complesso di sette tavolette di Giotto con Storie di Cristo, ora distribuite tra vari musei :
New York,
Metropolitan Museum: Natività-Epifania;
Boston,
Isabella Stewart Gardner Museum: Presentazione al Tempio;
Monaco,
Alte Pinakothek: Ultima Cena,
Crocifissione e Discesa al Limbo;
Settignano, Collezione Berenson: Deposizione nel Sepolcro;
Londra, National Gallery: Pentecoste,
ma la sua ipotesi non è stata presa in grande considerazione dalla comunità scientifica.

La croce, recentemente collocata sopra l'altare maggiore a Rimini, è mutila, essendo stata segata alle estremità dei quattro bracci; sono perduti i terminali con Maria e San Giovanni dolenti, mentre la cimasa con l'Eterno venne rintracciata da Federico Zeri in una collezione privata inglese.
A lungo trascurato dagli studiosi, anche perché pesantemente ridipinto, fu rivalutato dopo il restauro del 1934; ritenuto in un primo tempo l'opera di gran lunga più rappresentativa della scuola riminese, venne poco dopo attribuito a Giotto da Roberto Longhi e da Luigi Coletti.
La sua caratteristica forma, con raccordi tondeggianti all'incrocio dei bracci e all'innesto dei tabelloni, è stata ripresa successivamente da numerosi pittori locali, a partire dal Crocifisso di Giovanni da Rimini a Mercatello sul Metauro, la cui data può forse essere letta 1309.

Anche in questo aspetto, l'importante tradizione del Trecento riminese rivela il suo debito nei confronti di Giotto. La critica si è divisa tra una datazione posteriore al soggiorno padovano (1303-1305) e una anteriore.

Questa seconda posizione sembra prevalere nei contributi più recenti, che sottolineano nel dipinto la presenza di caratteri stilistici intermedi tra il Crocifisso di Santa Maria Novella a Firenze, ritenuto una delle più antiche opere giottesche, e quello per la cappella degli Scrovegni a Padova.
La tavola di Rimini, infatti, si differenzia dalla croce fiorentina per la maggiore finezza della figura del Cristo, che prelude alle soluzioni più raffinate sperimentate nelle opere successive, e mantiene tuttavia la netta definizione cromatica delle opere giovanili.
Alcuni rilievi sulla tecnica eseguiti di recente, in relazione al restauro del Crocifisso fiorentino, hanno messo in evidenza anche le affinità di stesura pittorica.
D'altronde, le opere di Giotto che rivelano le maggiori affinità stilistiche con il Crocifisso riminese sono le Stigmate di San Francesco ora al Louvre e con il polittico di Badia degli Uffizi, generalmente collocati in una fase abbastanza precoce.
Un altro possibile indizio per la datazione potrebbe essere un foglio miniato di Neri da Rimini con la data 1300 (Venezia, Fondazione Cini), in cui le figure a mezzo busto della Vergine e di San Giovanni potrebbero rispecchiare quelle un tempo presenti nel Crocifisso giottesco.
Nonostante la complessità della "qustione riminese" il Crocifisso di Giotto è una tappa fondamentale per il turismo a Rimini.

14 commenti:

Ondamagis ha detto...

wow Giotto a Rimnini! Da vedere!

sauvage27 ha detto...

Buon lavoro... , ....

Mauro ha detto...

quando ripass4erò per Rimini verrò a vederlo

Ondamagis ha detto...

Ciao Giotta!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Lupus in fabula.. nel mio ultimo commento lo avevo giusto citato se non ricordo male.....

Ondamagis ha detto...

hello!

Ondamagis ha detto...

Beh? Battiamo la fiacca? Subito un altro post! Veloce! Certo vche ho la Cina nel sangue, con tutto quello splendore che c'era una volta. Certo non ora, pur se, culturalmente, non ha niente da invidiare all'occidente. E' inidipendente e autosufficiente! Salutino di buon pranzo. Ciao

Ondamagis ha detto...

Che è successo di tanto brutto? Spero niente di irrisolvibile!

Cris ha detto...

ciao!!!passo per un saluto!!!!!!ciao,stammi bene!!!!

Laura ha detto...

Bello! Qui da noi di Giotto c'è solo la via. Ciao e buona notte.

Ondamagis ha detto...

Giotta, allora come va?

sauvage27 ha detto...

Ciao Gy...una carezza...... , ...

Anonimo ha detto...

Salve Io apprezzato la tua progetto qui si sta facendo un bel lavoro anche dare uno sguardo a il mio sito web a http://www.fulltiltbonus50gratis.pokersemdeposito.com/ circa di giocare a poker e esprimere le vostre opinioni!
scusa mio cattivo italiano
ciau

Anonimo ha detto...

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