31 gennaio 2008

GUIDO CAGNACCI....PROTAGONISTA DEL 600


Guido Cagnacci (1601-1663):
Nacque a Santarcangelo di Romagna nel 1601.
Si ignora chi lo abbia avviato alla pittura: probabilmente fu autodidatta.
Dal 1618 al 1621 lavorò a Bologna nella bottega di un maestro che la tradizione identifica con Guido Reni.
Nel 1622 era a Roma, al seguito del Guercino.
Nel 1628, a Rimini, tentò di fuggire con una nobile e ricca vedova, Teodora Stivivi: per questa romanzesca impresa fu bandito dalla città.

Nel 1642 lo troviamo a Forlì (da cui dovette allontanarsi, non sappiamo perchè, nel 1645), nel 1646 a Cesena, nel 1647 a Faenza.
Andò poi a Venezia, e neppure qui il soggiorno fu del tutto tranquillo.
Si trasferì infine a Vienna, su invito di Leopoldo I, e dipinse parecchie opere per l'Imperatore e la sua corte.
Morì nel 1663.
Come altri artisti del suo tempo, Cagnacci ebbe una vita avventurosa e turbolenta; aggressività e sensualità affiorano, filtrate dall'arte, nelle sue tele; la critica lo giudica uno dei più autentici e geniali artisti del Seicento.

Il padre Matteo, è banditore del Comune di Santarcangelo, conciapelli, e commerciante di pelli; sua madre, Livia, è cesenate e figlia di un collega di Matteo, il cesenate Carlo Serra, banditore nel Comune di Rimini.
Guido trascorre la sua infanzia a Sant'Arcangelo, dove, da autodidattta, dà i suoi primi saggi pittorici.
Fra il 1618 e il 1621 è a Bologna alla scuola di Guido Reni, secondo il Malvasia per perfezionare la sua arte.
Durante il soggiorno bolognese, Cagnacci dimora in casa di Girolamo Leoni, amico di famiglia e corrispondente in affari del padre. Al termine dell'apprendistato il pittore si reca due volte a Roma, e, il 14 novembre del 1631 è di nuovo a Rimini con i suoi familiari trasferitisi nel Borgo di San Bartolomeo, forse per allargare la cerchia dei loro affari.
Nel biennio 1642-43 Cagnacci si trova a Forlì, poi Faenza e ancora nel 1647 è documentata la sua presenza in Romagna insolitamente come scultore.
Con il soggiorno faentino, e cioè con gli anni 1647-48, sembra aver termine l'attività romagnola del pittore che, dopo qualche anno, troviamo a Venezia dove rimane per dieci anni ed entra in contatto con le corti padane e oltremontane: i suoi dipinti di questo periodo compaiono, infatti, nelle collezioni estense e gonzaghesche.
Probabilmente, proprio mentre si trova a Venezia, viene chiamato dall'Imperatore Leopoldo I a Vienna, città dove si trasferisce dal 1660 e dove rimane fino alla morte, avvenuta tre anni dopo.

29 gennaio 2008

UNA FIERA .........GOLOSA

Alla Fiera di Rimini c’è un dolce appuntamento subito dopo le vacanze di natale:
dal 26 al 30 gennaio 2008 ritorna il SIGEP, la più grande fiera professionale al mondo dedicata alle forniture per gelaterie, pasticcerie e panetterie artigianali. L’edizione della fiera Sigep di quest’anno è la 29^ e si conferma come la più importante vetrina mondiale dedicata a questi settori.
Con oltre 90.000 mq di esposizione, 14 padiglioni, 100.000 visitatori nel corso dell’ultima edizione, la fiera Sigep si conferma come l’evento da non perdere per tutti gli operatori in cerca di novità e nuove opportunità d’affari.
Da quest’anno c’è anche la pizza con la sezione specifica “I Love Pizza”, che va ad arricchire il programma, gli eventi e le sezioni tematiche della fiera.

DALL'ARREDAMENTO ALLE MATERIE PRIME :

La fiera Sigep è suddivisa in 4 sezioni tematiche:
Gelateria,
Pasticceria,
Arredamento e
Panificazione.
Le sezioni a loro volta ospitano tutte le innovazioni del settore: dai complementi d’arredo ai servizi di formazione professionale, dalle materie prime ai packaging, fino ad arrivare alle tecnologie e i macchinari di ultima generazione.
Ecco nel dettaglio tutto quello che si può trovare alla fiera Sigep:

• Arredamento ed attrezzature;
• Accessori per la presentazione del prodotto;
• Confezionamento e vetrinistica;
• Macchinari ed impianti;
• Materie prime ed ingredienti composti;
• Automezzi;
• Servizi vari e formazione professionale;
• Media.

EVENTI SPECIALI DEDICATI AGLI OPERATORI:

Sigep è arricchito ogni anno da eventi e manifestazioni a tema, concorsi internazionali e campionati, dimostrazioni, corsi di aggiornamento.
Gli eventi di SIGEP sono il mezzo ideale per mettere in contatto gli operatori del settore, gli artigiani, le aziende e i media.

Quest’anno il calendario degli eventi è ancora più ricco.

SIGEP BREAD CUP ‘08:

II Concorso Europeo di Panificazione

I migliori panettieri del mondo si sfidano all’ultima specialità. Saranno chiamati a produrre un pane tipico del Paese di provenienza, un pane speciale, un dolce da forno tipico e un monumento in pasta di pane della terra d'origine.

SELEZIONI ITALIANE COUPE DU MONDE DE LA PATISSERIE :

Selezione della squadra italiana che parteciperà alla Coupe Du Monde De La Patisserie, la Coppa del Mondo della Pasticceria che si terrà a Lione nel gennaio del 2009.

TROFEO ''I Freschi della Grecia'' sulle pizze moderne
Esibizione della Squadra Acrobatica Pizzaioli, Organizzazione a cura di Pizza e Pasta Italiana

GIROPIZZA D'EUROPA 2007/2008 :

Oltre 50 pizzaioli, in rappresentanza delle pizzerie di tutta Europa, si cimenteranno nelle gare di cottura. Una giuria di esperti deciderà, in base al punteggio accumulato, quali saranno i primi 10 ammessi alla finalissima, che si svolgerà a Parigi nel Marzo 2008.

COPPA DEL MONDO DELLA GELATERIA (III Edizione) :

Dieci squadre provenienti da Europa, America Latina, Asia e Usa prepareranno una scultura in gelato che formerà un prezioso centrotavola per grandi buffet, una scultura in zucchero che supporterà la torta gelato, un cono, una coppa e una vaschetta per l'asporto.

CHOCOSTAR , SPAZIO AL CIOCCOLATO :

Il protagonista di questa serie di eventi sarà il cioccolato e vedrà la partecipazione di star del cioccolato nazionali e internazionali che condivideranno col pubblico la loro personale esperienza di successo.
L’occasione per parlare di cioccolato sarà il Talk Chocolate, il primo talk show interamente dedicato al cioccolato che vede riuniti su un palco i più grandi cioccolatieri italiani, i migliori imprenditori del settore e alcuni nutrizionisti. All’interno di Chocolate&Fashion ci sarà una spettacolare sfilata di moda con dei vestiti ispirati e dedicati al mondo del cioccolato.

INFORMAZIONI UTILI :


La fiera Sigep si svolgerà a Rimini dal 26 al 30 gennaio 2008.
L’ingresso è riservato agli operatori professionali che potranno accedere dalle 09.30 alle 18.30,
l'ultimo giorno dalle 09:30 alle 17:00.
Il costo del biglietto è di € 31 per chi non un invito o una riduzione.
Eventuali promozioni ed offerte speciali per soggiornare in Hotel nei pressi della Fiera Sigep a Rimini possono essere consultate nella nostra sezione offerte fiera Sigep

24 gennaio 2008

PAGANELLO.......COME TE NON C'E' NESSUNO

Da 17 anni sulla spiaggia di RIMINI, durante il periodo pasquale , si svolge una manifestazione sportiva di fama mondiale chiamata WORLD BEACH ULTIMATE CUP , ma conosciuta più semplicemente con il nome di PAGANELLO.
Il giorno di Pasquetta , approfittando della bellissima e calda giornata di sole , abbiamo deciso di andare a vedere qualche spettacolo legato a questo evento.
Dal momento che era impossibile andarci in macchina , perchè il nostro lungomare era stato preso d'assalto dai turisti che avevano deciso di trascorrere il fine settimana di Pasqua a Rimini , abbiamo optato per le nostre sane e benefiche biciclette.
Sane e benefiche , perchè dopo i vari pranzi festivi , pedalare , ci faceva sentire meno in colpa e ci dava la possibilità di muoverci meglio e con più rapidità in mezzo al traffico.

Questa manifestazione che si è svolta dal 5 al 9 Aprile , è legata all'ULTIMATE FRISBEE : praticamente è una disciplina sportiva giocata con il frisbee .

(´¸.•*´¯`¸.•*¨) SPIEGAZIONE DEL GIOCO : (´¸.•*´¯`¸.•*¨)


Per giocare all'ULTIMATE bastano 2 squadre di 5 giocatori , un campo e un frisbee ; il fine del gioco è arrivare con il disco in META come nel RUGBY e le regole sono simili a quelle della pallacanestro e della pallamano , non esiste il contatto fisico, ma la cosa più strana che ho notato, è che NON CI SONO ARBITRI o DIRETTORI DI GARA .
Praticamente questo gioco non ha bisogno di giudici , perchè ogni SINGOLO ATLETA è responsabile delle proprie azioni e di quelle dei compagni di gioco della propria squadra , cosi' come di quella avversaria.
Ogni singolo atleta è FONDAMENTALE nel suo ruolo in campo , e si nota il RISPETTO DELLE REGOLE , dell'AVVERSARIO e lo SPIRITO DEL GIOCO.


:(´¸.•*´¯`¸.•*¨) Quest'anno , si sono sfidate nei 5 campi della spiaggia di RIMINI , circa 100 squadre che provenivano da circa 30 Nazioni, per contendersi questa COPPA DEL MONDO di questo sport unico , perchè in campo c'erano uomini e donne, senza limiti di età, portando anche musica , colori e soprattutto tantissimo spettacolo.
Si.....tantissimo spettacolo perchè c'erano anche squadre acrobatiche di frisbee , con coreografie da restare senza fiato.....io non avevo mai visto niente di simile....era un applaudire continuo !!!

In campo c'erano i 60 migliori FREESTYLER DEL MONDO , che si sono sfidati a tempo di musica nell'ACROBATIC PAGANELLO.
La squadra italiana è arrivata TERZA.


(´¸.•*´¯`¸.•*¨) Ogni anno partecipano a queste competizioni , nuove NAZIONI e molte altre chiedono di poter partecipare.
Quest'anno è ricordato come l'anno della partecipazione di 2 squadre del SUD AFRICA , della SLOVENIA e la prima squadra della CINA.
L'anno scorso , fu inserito a livello sperimentale 4 squadre di partecipanti JUNIOR , quest'anno se ne sono aggiunte altre 6 , provenienti da RUSSIA , GERMANIA, BELGIO, GRAN BRETAGNA , USA e naturalmente ITALIA.

In questa categoria il 1° posto è toccato agli AMERICANI.

´¸.•*´¯`¸.•*¨) Il PAGANELLO è considerato uno dei giochi più " GIOVANI " al mondo , ed è una disciplina sportiva ad alto contenuto atletico , che oltre a richiedere intelligenza tattica e grande agilità , richiede anche una notevole resistenza fisica.
Nella categoria femminile , il 1° posto è toccato alle INGLESI , che sono state la rivelazione di questo mondiale.


¸.•*´¯`¸.•*¨) Il premio più ambito dai FRISBISTI, che è quello dello " SPIRITO DEL GIOCO " , è andato agli SVIZZERI , questo premio viene assegnato dai giocatori stessi.
Nella categoria delle donne alle FRANCESI.

¸.•*´¯`¸.•*¨) LE SQUADRE EMILIANO ROMAGNOLE SONO ARRIVATE 9 °

´¸.•*´¯`¸.•*¨) Ma questo "paganello", che per noi riminesi , in tono ironico , lo abbiamo definito il pesce più frizzante e sportivo della RIVIERA , non è solo FRISBEE , perchè sulla spiaggia c'è tutto quello che serve per divertirsi e trascorrere 4 giorni straordinari in riva al mare .
Ci sono stati concerti dal vivo , fuochi d'artificio favolosi , spettacoli di ogni genere , anche per i bambini , c'erano punti di ristoro , stand con la possibilità di acquistare le maglie dei giocatori e ....naturalmente i FRISBEE.

Il momento più " inebriante " era alla sera , intorno alle 18.30 quando veniva servito VINO GRATIS per tutti : era il momento del VINOFEST -- PAGANELLO ROSSO.

´¸.•*´¯`¸.•*¨) ORA QUALCHE NUMERO........per fare capire meglio l'immensa partecipazione , intorno a questo mega evento pasquale , ...... .......¸.•´¸.•´¨) .•´ : (´¸.•*´¯`¸.•*¨)


(¸.•´ (¸.•´*•--> 1600 gli atleti che si sono contesi questa COPPA DEL MONDO
(¸.•´ (¸.•´*•--> 104 le squadre

(¸.•´ (¸.•´*•--> 21 i paesi rappresentati
(¸.•´ (¸.•´*•--> 60 i migliori FREESTYLER del mondo

(¸.•´ (¸.•´*•--> 1 KM. di spiaggia attrezzata
(¸.•´ (¸.•´*•--> 5 i campi da gioco che formavano una ARENA centrale con tribune da oltre 3000 posti .


¸.•*´¯`¸.•*¨) Molto importante è stato quest'anno anche l'attenzione dei MEDIA .
La RAI , con la sua diretta con il programma di SIMONA VENTURA , " Quelli che il calcio ", si è occupata di questo evento dando la visibilità alla RIVIERA , aprendo cosi' , con il BEACH ULTIMATE , la sua vetrina al mondo e dando il via alla sua nuova stagione estiva , ricca di eventi e manifestazioni.

¸¸¸.•*`☼`*•.¸¸¸.•*`☼`*•,¸¸,•*`☼`*• .¸¸¸.•*`☼`*•,¸¸,•*`☼`*•.¸¸¸.•*`☼`*•,¸¸,•*`☼`*•,¸¸¸¸ ,.•*`°


¸.•*´¯`¸.•*¨) PAGANELLO.........COME TE NON C'E' NESSUNO...........

23 gennaio 2008

..............UNA GRANDE SAGRA..............

......dopo aver passeggiato per il piccolo borgo di Montescudo e visitate le bellezze artistiche e culturali che questa piccola offre , non resta che assaggiare i favolosi gnocchi , che fatti con le patate di Montescudo , risultano veramente ottimi.


۞۞ ۞۞ LA SAGRA DELLA PATATA ۞۞ ۞۞


Ogni anno , nel mese di agosto , a MONTESCUDO , si svolge la tradizionale sagra della patata , un appuntamento al quale cerco di non mancare mai , perchè la patata montescudese è nota per la sua bontà e qualità particolare.

Durante la sagra , la patata è utilizzata in mille modi diversi.
Gli stand culinari , presentano diverse specialità quali : gli gnocchi di patate , nostrane , RIGOROSAMENTE fatti a mano al momento , dalle donne montescudesi e serviti in due varianti : al ragù e alle verdure ,
baccalà con patate,
patatine fritte,
dolci di patate e
gelato di patate ,
e naturalmente , la piadina a più varianti.


Montescudo , è famoso anche per le sue patate che, per la particolare natura dei terreni, hanno acquisito caratteristiche del tutto speciali.
Sono infatti più consistenti e saporite e si prestano magnificamente per la preparazione degli gnocchi, tanto che questo prodotto locale è ritenuto uno dei migliori di tutta l'Emilia Romagna.
In questo caratteristico borgo e durante la sagra , la patata montescudese (prodotto principale) è venduta direttamente dal produttore al consumatore, si può acquistare il vino locale ("Monte dello Scudo", Sangiovese superiore d.o.c.), l'olio (Arimolio, prodotto dalla Cooperativa degli Olivicoltori dei Colli Riminesi), le terracotte, manifattura locale artigianale, con annesso mercatino generale.

Questa festa , quest'anno avvenuta nei giorni 11 e 12 agosto , vuole essere un modo per far conoscere MONTESCUDO a livello storico , culturale e per sancire tutte le note proprietà di questo antico tubero, che viene qui celebrato in tutte le più bizzarre maniere.

L' ingresso alla sagra è gratuito e la partecipazione degli ospiti è piacevolmente allietata con spettacoli ed intrattenimenti di vario tipo.

E' un appuntamento estivo che per noi , è diventata una tradizione , alla quale non si può mancare .................., e il prossimo anno........tutti invitati !............ok ?..............

NEL PICCOLO BORGO ...............MONTESCUDO

Durante l'estate , la Riviera Romagnola offre al turismo divertimento , mare , vacanza , discoteche , feste e sagre , per allietare al meglio le vacanze di chi ha voglia di trascorrere qualche giorno in allegria , e spensieratezza .
Ma questa " metropoli estiva " della costa romagnola ha tanto però da offrire anche da un punto di vista culturale e storico , perchè offre paesaggi incantevoli e tutti da scoprire.

Un piccolo borgo molto caratteristico e singolare , è , MONTESCUDO , una piccola località sulle colline di Rimini.
Montescudo, è immerso nel verde , ed in posizione collinare nella Valle del Conca, ha un' ottima vista sulla riviera romagnola, da cui dista solo 16 km. , ed è raggiungibile da Rimini lungo la provinciale n. 41 e da Cattolica e Riccione transitando per Morciano di Romagna.


MONTESCUDO : ..........un po' di storia


Montescudo:
il nome più antico è Rio Alto forse perché ai suoi piedi scorrono il Conca ed il Marano.
Le origini non sono ben note; si pensa ai Celti , agli Etruschi .
Montescudo, ai tempi dell' Imperatore Augusto, serviva anche come stazione militare adibita al cambio dei cavalli per i corrieri che da Rimini (Ariminum) andavano a Roma. Era probabilmente il primo scambio di una scorciatoia per la via del Furlo.
Dopo le invasioni barbariche, spaventose quelle degli Ungari, Montescudo fu nei secoli oggetto di contesa fra i Malatesta e i Montefeltro per conservare quello che era considerato un punto strategico nella lotta fra i due casati.

In seguito Montescudo passò sotto il dominio di Venezia , del Papato e di Napoleone Bonaparte.
Fu proprio sotto il dominio di Napoleone che Montescudo raggiunse l'apice della sua prosperità , perché oltre agli Uffici della Pretura ebbe quello del Censo, del Catasto, di Leva e Postale; ancora oggi il gonfalone del Comune porta i colori della bandiera francese ed una lapide, all'ingresso del teatro comunale, ricorda questo periodo.

Il centro storico conserva una massiccia cinta muraria, la torre civica risalente al 1300, una straordinaria e singolare ghiacciaia, i camminamenti, i passaggi segreti che dalla torre di vedetta lato mare portano alla rocca, il pozzo, la ripida scalinata ed il grande ed intatto braciere.

Durante i lavori di restauro nella parte orientale delle mura, bastione centrale, il 31/05/1954 vennero trovate 22 medaglie raffiguranti Sigismondo ed il Tempio Malatestiano contenute in un vaso di terracotta.


Non mancano nelle frazioni itinerari culturali naturalistici .


۞۞ COSA VEDERE E VISITARE :

۞۞ TORRE CIVICA
Risale al XIII secolo; seppur rivisitata ha mantenuto la struttura medievale

۞۞ GHIACCIAIA
Di epoca malatestiana, si trova sul lato mare della piazza sulla quale si affaccia il palazzo comunale. Di pregio la sua tecnica costruttiva

۞۞ CUNICOLI SOTTERRANEI
Congiungevano la rocca con la torre di avvistamento

۞۞ MURA
Sono i resti delle fortificazioni malatestiane, erette sotto il governo di Sigismondo, che ebbe come consigliere anche Filippo Brunelleschi. Caratteristiche: alte ed inclinate . Con la loro altezza e inclinazione dovevano rendere imprendibile il castello.

۞۞ CHIESA TRARIVI
Un'antica pieve. Distrutta dalla ferocia della Seconda guerra mondiale. A suo modo è stata recuperata ed è stata denominata la Chiesa della Pace. A ricordo del passaggio del fronte, è stato creato il Museo della Linea Gotica Orientale; raccoglie reperti e materiale delle battaglie avvenute nella zona

۞۞ VALLIANO SANTUARIO
Appena restaurato, il pezzo notevole sono gli affreschi del Quattrocento della scuola del Ghirlandaio. Bella la posizione, bello l'edificio. Nella canonica alloggia il Museo della Civiltà contadina

۞۞ CASTELLO DI ALBERETO
Bel borgo fortificato di epoca medievale , è ancora ben conservato nella struttura originale ed è un'ottima vista sontuosa sull'Adriatico e sull'Appennino .

Rinomate e famose sono le terrecotte della FRAZIONE DI SANTA MARIA DEL PIANO , dove ancora oggi le ceramiche vengono lavorate artigianalmente.

L'economia del paese si basa sostanzialmente sull'agricoltura e nel Museo Etnografico di Valliano di Montescudo sono raccolti attrezzi agricoli, oggetti e tutto ciò che faceva e fa ancora parte della cultura del territorio.

20 gennaio 2008

I SAPORI DEL CARNEVALE


Inutile dire che anche a livello gastronomico si hanno in Italia innumerevoli tradizioni, che rispecchiano pienamente lo spirito di tale festa.
Ogni regione vanta ricette gastronomiche particolari e secolari, ma soprattutto sono i dolci i re del Carnevale, in particolare i dolci fritti.

Un detto popolare dice che fritto è buono tutto, anche l’aria, ma è certamente lo zucchero caramellato e dorato dall’olio a trasformare anche il più semplice impasto in qualcosa di irresistibilmente stuzzicante e profumato.

Voglio proporvi, ora, alcune ricette di dolci di Carnevale rigorosamente fritti. Dunque, mano alle padelle e buon Carnevale a tutti.


****** CICERCHIATA****

E’ una specialità tipica del Centro- Italia (Abruzzo, Umbria, Marche, Lazio); tra l’altro, la presenza del miele indica che si tratta di una preparazione molto antica.


****** STRUFFOLI ******

La risposta del Sud alla Cicerchiata è costituita dagli Struffoli Napoletani; all’apparenza il dolce sembra identico, ma le due ricette presentano numerose differenze. Inoltre, il dolce napoletano viene guarnito con “cannulilli” e “diavulilli” colorati, quasi a voler significare l’innata allegria e il folclore tipici di questo popolo, ai quali, in origine, erano attribuite proprietà energetiche.


****** CHIACCHIERE ******

Questa è forse la ricetta più semplice e la più “allegra” fra quelle dei dolci di Carnevale, ciò nonostante è quella di maggiore successo.
Tanto è vero che la si ritrova in tutt'Italia, sebbene con nomi diversi:
in Friuli si chiamano Grostoli,
in Emilia Sfrappole,
in Romagna fiocchetti,
in Veneto Galani,
nelle Marche Frappe,
Cenci in Toscana,
Chiacchiere in Campania.

La variante, nelle varie ricette regionali, è costituita dal marsala, o dal vino bianco, o dall’acquavite, o dal liquore all’anice.

****** INGREDIENTI :

300 gr. di farina bianca,
30 gr. di zucchero,
15 gr. di burro o margarina vegetale,
3 tuorli d’uovo,
1 pizzico di sale,
1 bicchierino di rhum,
zucchero a velo quanto basta,
olio di semi per friggere.

Sulla spianatoia setacciate a fontana la farina e al centro riunite lo zucchero, il burro, i tuorli d’uovo, il sale ed il rhum. Lavorate bene l’impasto poi con il matterello tirate una spoglia sottile e con la rotella ritagliatevi delle strisce lunghe circa 10 cm. e larghe 3 cm. Annodatele, friggete le chiacchiere poco alla volta nell’olio fumante, quindi sgocciolate su carta assorbente e servitele calde o fredde, spolverizzate con zucchero a velo.


****** TORTELLI O RAVIOLI DOLCI ******

Sono cuscinetti di pasta ripieni di marmellata, di frutta secca.


****** FRITTELLE DI MELE ******

INGREDIENTI:

500 gr. di mele,
2 uova,
100 gr. di farina bianca,
2 o 3 cucchiai di latte,
2 cucchiai di zucchero,
1 cucchiaio di liquore a piacere,
scorza grattugiata di limone e olio per friggere.

Sbucciate le mele e tagliatele a pezzettini, in una terrina preparate la pastella sbattendo le uova intere con la farina setacciata, il latte, lo zucchero, il liquore e la scorza di limone, mescolatevi le mele e fate friggere il composto a cucchiaiate nell’olio caldo lasciandole dorare.
Sgocciolatele a mano a mano sulla carta assorbente e servitele calde. Spolverizzate di zucchero.

18 gennaio 2008

OMAGGIO A CHARLIE CHAPLIN


La Fondazione Federico Fellini, la Cineteca di Bologna e il Gruppo Hera portano Chapliniana a Rimini.

Mercoledì 19 dicembre, alle ore 21.00, al Teatro Ermete Novelli evento speciale: THE CHAPLIN REVUE.
L’eccezionale spettacolo viene offerto gratuitamente ai cittadini dall’Istituzione Musica Teatro Eventi e dalla Fondazione Federico Fellini quale Augurio di Buone Feste.

The Chaplin Revue (1959) è composto da due dei più celebri mediometraggi di Charlie Chaplin,: VITA DA CANI (A Dog's Life, Usa 1918) e IL PELLEGRINO (The Pilgrim, Usa 1932), accompagnati dal vivo dall’ensemble, “Musica nel buio”, composta da 12 elementi e diretta dal maestro Timothy Brock, direttore d’orchestra e noto musicologo, che ha restaurato molte delle partiture originali dovute allo stesso Chaplin.
L’antologia è stata restaurata nel 2002 / 2003 dalla Cineteca di Bologna nel laboratorio L’Immagine Ritrovata.

L’omaggio a Chaplin è doveroso per la Fondazione Federico Fellini, viste le affinità artistiche con il maestro riminese.
È noto che Fellini riconoscesse nel grande regista un modello e che, nel raccontare all’amico Dario Zanelli i film della sua vita, mettesse al primo e al terzo posto IL MONELLO e IL CIRCO.
Proprio con Il circo è stata inaugurata la scorsa estate la rassegna Chapliniana, destinata a proseguire in gennaio e febbraio 2008 nella sala della Cineteca comunale in via Gambalunga.

Nove città coinvolte, un calendario che va da novembre 2007 a febbraio 2008, un vero e proprio tour di Chapliniana in Emilia Romagna: è questo il progetto che Cineteca di Bologna sta realizzando grazie al Gruppo Hera, main sponsor di tutto l’evento Chapliniana, partito da Bologna l’estate scorsa, in occasione dei trent’anni dalla scomparsa di Chaplin.
Il Gruppo Hera, per la sua vocazione a valorizzare l’eccellenza delle realtà locali, ha infatti ritenuto importante sostenere una iniziativa di qualità e prestigio quale Chapliniana e affiancare la Cineteca di Bologna, una realtà che con il proprio impegno contribuisce a dare prestigio al territorio nel panorama nazionale e internazionale.

THE CHAPLIN REVUE :

A DOG'S LIFE è una commedia picaresca nella quale Charlot condivide la propria lotta grottesca per la sopravvivenza con una cagnolina di strada e una povera ragazza costretta a fare l’entreneuse.

THE PILGRIM è di fatto una pièce di Molière trasportata nel contesto dell’America più bigotta e ipocrita, di fronte alla quale Chaplin dà spazio alla sua vena più caustica.

L'EVASO Charlot riesce a spacciarsi per un prete; il suo sermone domenicale consiste in un’incredibile pantomima sul tema “Davide e Golia”, che entusiasma i bambini della parrocchia e lascia indignate le vecchie matrone alcolizzate del villaggio. L’abito fa letteralmente il monaco.

LA PARTITURA :

Composte nel periodo centrale della produzione musicale di Chaplin, le musiche di The Chaplin Revue sono un’opera unica.
Sono le prime composizioni scritte dopo l’esilio dagli Stati Uniti, dopo aver completato A King in New York nel 1957. Sono anche le prime musiche composte da Chaplin con l’aiuto del suo nuovo collaboratore, Eric James, con cui lavorò complessivamente per 18 anni.
Dopo i 70 anni Chaplin iniziò a dedicare alla musica sempre più tempo, fino alla sua morte nel 1977. Nonostante i film raccolti in The Chaplin Revue siano diversi per forma e contenuti, dal punto di vista musicale sarebbe più corretto considerarli come un prodotto unitario.
Scritte nel 1959 queste composizioni sono legate da una stessa linea musicale germinale.

La Rassegna Chapliniana si terrà nell’ambito degli spettacoli pomeridiani di Rimini al cinema, ogni lunedì alle h.16:30, secondo il seguente programma:
14 gennaio – The Unknown Chaplin – Chaplin un artista totale
21 gennaio – Luci della città
28 gennaio – Tempi moderni
4 febbraio – Il grande dittatore
11 febbraio – Monsieur Verdoux
18 febbraio – Luci della ribalta
25 febbraio – Un re a New York

Per informazioni:
Fondazione Federico Fellini: tel. 0541 50303 - fondazione@federicofellini.it
Istituzione Musica Teatro Eventi: tel. 0541 704293 - teatronovelli@comune.rimini.it

17 gennaio 2008

ANDAVO AI 100 ALL'ORA PER..........

Lo scorso fine settimana e precisamente dal 31 agosto al 2 settembre , si è tenuto sulla riviera romagnola , il Gran Premio Cinzano di San Marino , che è una competizione sportiva della Moto GP , evento sportivo più amato e seguito in terra di Romagna.
Sono stati tre giorni di prove e gare , sul circuito di Misano Adriatico e ha coinvolto emotivamente anche migliaia di turisti.

Questo evento particolarmente caro a noi romagnoli , è dovuto anche al fatto che alcuni grandi campioni di motociclismo sono nati e cresciuti in questa terra , come CAPIROSSI , MELANDRI , DE ANGELIS , per non dimenticare il grande VALENTINO ROSSI.
Per questo evento , è stato rinnovato il circuito di SANTAMONICA , a Misano Adriatico.

Il circuito SANTAMONICA si estende su 600 mila metri quadri e può ospitare circa 70 mila persone , tra tribune e parterre.

L'autodromo è usato per manifestazioni agonistiche di livello nazionale ed internazionale di motociclismo (come ad esempio il Campionato Mondiale di Superbike), di automobilismo (dai campionati italiani fino alle gare internazionali FIA, disputate sia in diurna che in notturna) e di camion (Campionato europeo Truck, unica prova italiana, importante e qualificato appuntamento.

E' l'unico autodromo italiano ad essere completamente illuminato .
Durante i week-end, all'Autodromo Santamonica di Misano sono organizzate le prove libere accessibili a tutti, dal privato al professionista.

La pista può essere noleggiata per l'intera giornata durante la settimana, e può essere utilizzata anche in notturna , poiché il circuito Santamonica è l'unico autodromo italiano ad essere completamente illuminato.
Accanto all'attività del circuito, pista grande, è stata ultimata la nuova pista prove-circuito polifunzionale.
Si tratta di una pista prove , costruita all'interno dell'impianto, predisposta ad ospitare Corsi di guida, Prove con Kart e prove con Moto Supermotard.

Oltre a questa , è stata ultimata anche la prima Pista Sterrata permanente, in grado di ospitare le varie prove per auto "fuoristrada".
L'autodromo Santamonica di Misano è l'unico in Italia ad avere ottenuto la certifcazione di qualità ISO 9002.


L' autodromo Santamonica di Misano Adriatico è il simbolo di una Riviera che ama i motori , ed è aperto da oltre trent'anni ed dispone di una pista lunga 4,060 chilometri e larga 12 metri.

Se avete voglia di far " correre " il cuore...qui siete nel circuito giusto.

14 gennaio 2008

UN SORRISO LUNGO UN ANNO


COMICOMIX vara una nuova iniziativa per sostenere la Lotta al NEUROBLASTOMA (un tumore dell'infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età pediatrica).

Il neuroblastoma (NBL) è un tumore maligno embrionario specifico del bambino, che prende origine dal tessuto simpatico, da cui fisiologicamente prendono origine la midollare del surrene ed i gangli del sistema nervoso simpatico.
Sebbene il NBL sia molto raro, esso tuttavia rappresenta il tumore solido più frequente nei soggetti d’età inferiore ai cinque anni.
Il NBL, infatti, costituisce il 7-10% di tutti i tumori solidi osservati in età pediatrica .
5 nuovi casi/anno soggetti d’età inferiore ai 15 anni, in Italia pari a 30 nuovi casi/anno. Il 93% dei NBL è diagnosticato prima dei 6 anni, ed un terzo prima dell’anno di età.
I casi diventano molto più rari nelle età successive e la diagnosi è eccezionale nell’adolescente e nell’adulto.

Le manifestazioni cliniche sono correlate alla sede d’insorgenza ed alla presenza di metastasi.
Di regola questo tumore risiede in sede addominale con una frequenza del 60-70% ed è in genere a partenza surrenalica con sintomi spesso aspecifici quali anoressia, vomito, vaghi dolori addominali..
Il neuroblastoma intratoracico (20%), originando nel mediastino posteriore, può causare tosse, insufficienza respiratoria, disfagia.
Quello in sede paraspinale (definito tumore di Dumbell), penetrando nello speco vertebrale e comprimendo il midollo spinale, può dare difficoltà alla deambulazione fino alla paraplegia, stipsi e disturbi vescicali.
Più del 60% dei neuroblastoma presenta alla diagnosi una disseminazione metastatica. Le metastasi si localizzano più frequentemente alle ossa, al midollo osseo, al fegato, oltre che nei linfonodi.

L'iniziativa che si chiama UN SORRISO LUNGO UN ANNO , è rivolta a tutti i bloggers e in generale agli amici del web.

L'INIZIATIVA E' SEMPLICE


Chiunque lo desideri, nel corso del 2008 può fare un post dedicato al tema del sorriso. Il sorriso come forma di relazione, verso gli altri, verso chi si ama, o semplicemente verso il prossimo.
Non il sorriso da cartolina, quello falso o di cortesia.
Il sorriso che è sostenere senza odio le proprie idee, ma con la disponibilità ad ascoltare (e, se possibile) capire le ragioni degli altri.
Prendendo spunto da una vostra vicenda personale, un fatto di cronaca, di politica, di quello che volete.


ADERIRE E' FACILE


Basta scrivere il post, segnalarcelo a questa mail, e noi lo aggiungeremo alla lista qui sotto, indicando il nome del Blog, e il link al post.
Nel post basta semplicemente specificare che si aderisce a questa iniziativa, che vuole sostenere la lotta al Neuroblastoma, il tumore dell'infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età prescolare


TU NON DOVRAI FARE ALTRO !!!!!


Per ogni post segnalato, COMICOMIX donerà 2 EURO alla FONDAZIONE PER LA LOTTA AL NEUROBLASTOMA.

Comicomix pubblicherà in questa pagina tutti i post che ci verranno segnalati.
Alla fine dell’anno, invieremo una donazione di importo equivalente al numero di post.

NON TI VA DI FARE UN POST ???

Aiutaci a far conoscere l'iniziativa, inserendo un banner che linka a questa pagina, che altro non è che il disegno riportato sopra.

Vogliamo regalare tanti sorrisi a tanti bambini

13 gennaio 2008

GRADARA MEDIOEVALE...........ASSEDIO AL CASTELLO

Tutto era pronto per la seconda edizione di Assedio al Castello.

L'evento tanto atteso che nel 2005 ha attirato a Gradara un folla imprevista di spettatori (in tutto circa 40.000) si è ripetuta anche nel 2006, con toni più festosi e spettacolari.
Quest'anno dopo l'assedio si è celebrato il trionfo delle truppe di Sigismondo Pandolfo Malatesta, che alla fine del 1446 - dopo più di quaranta giorni di violenti assalti ed estenuanti combattimenti - riuscì a difendere il castello e a convincere le truppe nemiche ad abbassare le armi.

Quella grande vittoria, un periodo duro e glorioso al tempo stesso nella storia di Gradara, viene oggi commemorata, dopo più di cinque secoli, con tre giorni intensi di rievocazioni storiche, che hanno avuto inizio il pomeriggio del 21 luglio e sono terminate la sera di domenica 23 luglio.
Venerdì 21 luglio alle ore 22.30 è stata riproposta, come un trionfale esordio, il grande spettacolo musicale-pirotecnico.
Uno sfavillare continuo di luci multiformi e multicolori sparate dalla cinta muraria sono state in grado di incantare, per più di trenta minuti, il pubblico che era posizionato nella vallata sottostante il castello.
Torri, merli e mura difensive erano diventate vive, grazie agli effetti speciali, ai giochi di illuminazione e alle musiche solenni che riproponevano le crudeli suggestioni e le esaltanti emozioni di quei giorni di guerra.

Lo spettacolo era trasmesso in diretta da una Radio privata ,ed era possibile vedere i fuochi d'artificio da casa o in macchina ascoltando alla radio la maestosa colonna sonora e i racconti delle scene.
Poi, a tarda notte, Gradara si preparava per i grandi festeggiamenti della vittoria.
L'esercito in armatura, accampato in più parti intorno alla fortezza, si preparava fra una battaglia e l'altra ad accogliere i visitatori.
Questi venivano condotti, già dalle ore pomeridiane, all'interno delle tende e degli accampamenti ed erano i soldati stessi ad illustrare gli usi della vita quotidiana e le abitudini militari prima, durante e dopo le battaglie.

Il tutto è reso possibile grazie alla collaborazione organizzativa del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche, ormai famoso a livello internazionale per le sue ricostruzione storiche e per gli allestimenti scenografici.
Mentre il sofisticato impianto di fuochi d'artificio computerizzati era della ditta Fonti pirotecnica
A partire dalla notte di venerdì e per tutta la giornata del 22 e 23 luglio, il borgo era diventato una sorta di museo vivente di performance storiche e di attrazioni.
Episodi di battaglie e assalti alle porte della città si alternavano a spettacoli di artisti, giocolieri e mangiafuoco.

E alla fine nella tarda serata di domenica 22 luglio, la Corte Malatestiana ha esebito la sua magnifica parata di nobili, cortigiani e tamburini, quasi a testimoniare la pace e l'equilibrio ritrovati dopo le numerose azioni di guerra.
All'interno del borgo tutti erano coinvolti e vivevano nell'attesa del grande evento, ancora alla sua prima edizione, ma con tutte le carte in regola per competere con le note rievocazioni storiche della zona e per diffondere la sua fama anche al di fuori dei confini regionali.

Questo in fondo era l'obiettivo che il Sindaco e tutta l'Amministrazione Comunale e i suoi collaboratori si erano prefissati di raggiungere.
Anche per raccogliere l'eredità del grande ideatore di Assedio al Castello, Gian Franco Micucci, che questo evento l'aveva voluto ad ogni costo, pensando anche ai modi e ai tempi per renderlo unico, inimitabile e insuperabile.
Anche questo evento estivo è stato accolto con grande entusiasmo dai turisti dopo la notte rosa in Romagna.

11 gennaio 2008

IL VIAGGIO DI LEONARDO DA VINCI IN ROMAGNA


Le prime tappe del viaggio di Leonardo al seguito dell'esercito di Cesare Borgia sono Urbino e Pesaro.
Successivamente Leonardo risale le rive dell'Adriatico e l'8 agosto 1502 è a Rimini .
La data è riportata in un foglio del
CODICE L con un'annotazione divenuta famosa " Fassi un'armonia colle diverse cadute d'acqua, come vedesti alla fonte di Rimini…".
La fontana che aveva colpito il viaggiatore con la musicalità dei suoi zampilli era verosimilmente la fontana detta della Pigna posta allora nella piazza dell'Arengo e oggi in Piazza Cavour.
Sappiamo che Leonardo si dilettava nel suono e nel canto del liuto ed è lecito supporre che fosse attratto da qualsiasi fenomeno riconducibile ad una melodia naturale.
Possono riferirsi al soggiorno riminese anche alcune annotazioni ricavate dall'osservazione di tratti della costa adriatica, con commenti e riflessioni sull'aerodinamica e lo schizzo di un "navilio" cioè di una imbarcazione che appare molto simile nella forma alle comuni barche romagnole.
Riminese era anche Roberto Valturio autore del "De re militari" (1483) opera che Leonardo aveva letto e che faceva parte della sua biblioteca.
Ma l'incarico di architetto e ingegnere generale lo porta presto altrove. Il 10 agosto, giorno della fiera di San Lorenzo, è a Cesena, città centrale nei progetti ambiziosi del Valentino che ne voleva fare la capitale del ducato, riorganizzandola e dotandola di nuove opere civili e militari.

A Cesena, dove si ferma presumibilmente per tutto il mese di agosto, Leonardo studia e disegna le opere di fortificazione e di difesa:il complesso della Rocca, le mura urbane e le porte di accesso alla città tra cui la Portaccia collocata sul torrente Cesuola.
Leonardo esegue i rilievi dell'intero perimetro della fortificazione cesenate con il metodo detto "itinerante" basato cioè sulla misurazione orientata di segmenti consecutivi di mura.
Ma il suo interesse non si limita alle fortificazioni.
Muovendosi nel territorio cesenate annota e disegna velocemente oggetti e situazioni che lo incuriosiscono. Così disegna la modanatura di una finestra osservata in città, ritrae un meandro di fiume corredandolo di considerazioni sull'idraulica, schizza una particolare tipologia di carro.
E' colpito dalle abitudini di vita e di lavoro della popolazione locale: a questo riguardo annota l'uso dei pastori di comunicare tra loro mediante corni inseriti per amplificarne il suono in cavità ricavate nelle pendici dell'Appennino e il metodo semplice ed efficace con cui i contadini conservano l'uva, facendo scendere i grappoli maturi da un bastone di sostegno.
Nei primi giorni di settembre, lo ritroviamo nuovamente sulla costa a Cesenatico. Nel nuovo ducato romagnolo Cesenatico necessitava di un'attenzione del tutto particolare: era infatti il porto principale del territorio, invidiato e ambito dai veneziani e vicinissimo a Cesena .
Il porto canale era stato realizzato all'inizio del Trecento ed era stato oggetto delle continue cure delle magistrature comunali di Cesena che avevano nominato anche diversi ingegneri idraulici alla sua sovrintendenza.
Cesare Borgia intendeva probabilmente fortificarlo, adeguando le difese della rocca eretta in epoca medievale, ma soprattutto risolvere, con l'aiuto di Leonardo, l'annoso problema dell'insabbiamento dell'imboccatura.
Leonardo ne compie il rilievo con la medesima tecnica che si ritrova in altre sue planimetrie. Il canale è misurato di tratto in tratto con lunghezze espresse in braccia di Cesena (1 braccio corrisponde a 0,62 metri) Dall'alto in basso sono visibili i moli guardiani, la curva accentuata verso sinistra, il ponte di san Giuseppe, la confluenza con il Canale Fossatone.
Ai lati del rilievo del porto sono presenti altri disegni e annotazioni riguardanti bastioni e fortificazioni.
Due fogli dopo, Leonardo disegna anche una veduta a volo d'uccello del porto canale con le costruzioni circostanti e gli specchi d'acqua delle saline che si estendevano nell'area circostante.
Il disegno fu, con tutta probabilità, ripreso dall'alto della rocca che sorgeva ai margini del borgo marinaro, andata poi distrutta durante la seconda guerra mondiale.
Dopo pochi giorni Leonardo è di nuovo in viaggio. Nel corso del viaggio si ferma probabilmente a Faenza e disegna un edificio religioso identificabile con la cattedrale.
Il 10 settembre è a Imola e vi soggiorna fino a dicembre.
Imola è in quel momento un vero e proprio "campo militare". Cesare Borgia vi ammassa uomini ed armi con l'intenzione forse di muovere da lì un attacco contro Bologna e costringere i Bentivoglio signori della città alla resa. Quei mesi turbolenti sono raccontati, in puntuali lettere informative spedite ai magistrati fiorentini, da un testimone di eccezione: Niccolò Machiavelli, presente a Imola come ambasciatore di Firenze per sondare gli umori del Valentino e studiarne le mosse in vista di un possibile attacco alle città toscane.
Leonardo a Imola percorre le vie e le piazze della città, studia le mura e le fortificazioni, come sempre riempie il suo taccuino di annotazioni e disegni.
Il frutto più prezioso del suo soggiorno imolese è la pianta della città ora conservata presso la Royal Library nel castello di Windsor.
La città intera, con le sue vie, i quartieri, i bastioni, le porte, la Rocca ed il territorio circostante solcato dalle anse azzurrine del fiume Santerno, sono inscritti in un cerchio diviso da otto raggi recanti i nomi dei venti.
Il valore dellapianta è insieme scientifico e artistico. Insieme alla quasi contemporanea Carta fisica della Toscana, Emilia e Romagna è tra i più singolari capolavori di Leonardo, frutto " di ricognizioni sul terreno, di ricerche sulla cartografia preesistente, di riorchestrazioni in studio, oltre che di teorie filosofiche dell'universo e di esperienza estetica" ( Alessandro Vezzosi).
Il 1503 porta con sé anche la fine dell'ambizioso progetto politico di Cesare Borgia.
Il Valentino, morto il papa padre e protettore, abbandona la Romagna per non farvi più ritorno.
Leonardo rientra al servizio di Firenze.
Lo attende il sorriso della Gioconda.

9 gennaio 2008

IL PASSATOR CORTESE


"Portavoce degli scontenti, riuscì per anni a tenere in scacco
i governanti pontifici nei territori delle Legazioni La vera storia deI "Passator Cortese"

Un capo militare romano si impossessò del suo corpo
per riscuotere la taglia.

Sulla vita e sulle imprese di Stefano Pelloni, meglio conosciuto come "il Passator cortese", molto è stato scritto e molto si è favoleggiato.
Ancor oggi la sua popolarità è molto alta in Romagna e non solamente perché è stato scelto come difensore della genuinità dei vini romagnoli.
Del Passatore si è narrato tutto ed il contrario di tutto.
C'è stato chi l'ha definito perverso e bestiale, ed altri che ne hanno cantato le gesta elevandolo al rango di un mito.

La sua cortesia fu cantata anche da Giovanni Pascoli.
Di certo non è errato dire che per più di due anni, dal 1849 al 1851, dominò i paesi delle Legazioni, cioè le province di Bologna, Forlì, Ravenna e Ferrara, sconfinando all'occasione anche nel Granducato di Toscana, tenendo in scacco sia il governo austriaco che quello pontificio.
In età scolare Stefano Pelloni frequentò una scuola privata che sarebbe dovuto essere il primo gradino per farne un prete.

Dopo essere stato bocciato un numero imprecisabile di volte ne uscì solo con l'equivalente della terza elementare, ma nei fatti probabilmente analfabeta.
La sua scuola fu quindi il traghetto del fiume Lamone tra il comune di Bagnacavallo e quello di Russi, al seguito del padre che di lavoro faceva appunto il traghettatore o meglio, il passatore.

Nel suo lavoro conobbe, specialmente di notte, contrabbandieri, banditi e ladri.
Stefano imparò a riconoscere la vita infima alla quale larghissimi strati della popolazione erano obbligati per colpa dell'ignoranza e dell'ozio dei loro padroni e aveva perciò sentito ribollire l'odio verso i ricchi.
Non è difficile capire quindi come poté diventare ben presto il capo indiscusso di coloro che decisero di darsi alla macchia.
Il brigante agì sempre favorito dallo stato di sfacelo in cui si trovava soprattutto la Romagna per via della dominazione pontificia.
La gente era povera, viveva precariamente ed era obbligata a lavorare in cambio di poco per padroni incapaci di far fruttare la terra.
I governanti erano spesso corrotti e a rendere incerto il futuro ci si misero anche le rivoluzioni del '31, '43, '45, '48, '49.

Un'azione che rimase nella storia fu l'assalto, con un drappello dei suoi masnadieri, del teatro di Forlimpopoli, dove si stava tenendo una rappresentazione. Il Passatore sequestrò praticamente tutti i notabili della zona in quell'occasione lì riuniti, facendosi pagare una elevatissima taglia.
Poi saccheggiò la città. Per tre ore e tre quarti non era esistita tra Forlì e Cesena altra autorità che quella del Passatore.Nel 1851 quarantadue dei suoi uomini erano già in mano alla giustizia, ne restavano solo diciotto in libertà.
Uno tra questi, tal Lodovico Rambelli, venne probabilmente "comprato" dal governo con la promessa, ad operazione finita, della possibilità di fuggire senza essere inseguito.Il Passatore venne così scoperto presso un capanno e venne ucciso in uno scontro a fuoco da Apollinare Fantini. Sul corpo infierì poi il capo del gruppo di soldati, tal Calandri, un romano inviato dal governo, al quale probabilmente faceva gola la taglia di 3 mila scudi romani pendente sulla cattura del Passatore.

SPOSALIZIO DEL MARE DI CERVIA


"Benedici o Signore il Mare Adriatico, in cui i cervesi e quelli che fanno affari con essi sono soliti navigare.... Benedici queste acque, le navi che le solcano, i remiganti, i nocchieri, gli uomini, le merci..."

Ancora oggi non sappiamo se si tratta di leggenda o realtà.
Si racconta però che nel 1445, Pietro Barbo, Vescovo di Cervia, fosse stato sorpreso da una terribile tempesta in mare e che per placarla diede in pegno alle acque l’anello pastorale; salvando così se stesso e l’equipaggio.
Il Vescovo, allora, promise che ogni anno nel giorno dell’Ascensione avrebbe celebrato questo evento con una cerimonia solenne e così è stato, infatti ogni anno si ripete l’evento ed è così che così Cervia si "congiunge" simbolicamente con il mare che la bagna, il Vescovo benedice l’Adriatico e le imbarcazioni che lo solcano, prende l’anello nuziale in cui internamente sono incise le parole "Cervia Sposalizio del mare, anno ..." e dopo aver pronunciato le parole di rito fra cui: "... benedici, Signore, a queste acque, alle navi che le solcano, ai naviganti, nocchieri, uomini, alle merci e a tutte le cose che si trasportano per mare ... ", getta legato ad un nastro l'anello nuziale in acqua, dove un gruppo di ragazzi attende pronto per ripescarlo.
Recuperare l’anello è simbolo di buon auspicio e promette fortuna e prosperità l’anello che ormai gli appartiene lo terrà come ricordo o come fede nuziale per quando si sposerà.

8 gennaio 2008

¸.•*☼ LA GROTTA DEI CHIROTTERI ¸.•*☼

A pochi km. dalla costa romagnola , si trova una piccola località chiamata ONFERNO.
E' collocata all'interno di una bellissima vallata, sulle colline del VALCONCA , ai confini col MONTEFELTRO .
Anticamente era chiamata INFERNO , dal latino INFERNUM , luogo basso e oscuro per la presenza di Grotte , poi nel tempo , ci pensò un Vescovo Riminese a trasformare il nome da INFERNO ad ONFERNO.

Nel suo territorio si trova " LA RISERVA NATURALE DI ONFERNO " ricca di varie e rare specie di vegetazione e fiore all'occhiello del territorio Riminese , perchè conserva un patrimonio paesaggistico molto importante e raro a livello Regionale .
Attraverso un percorso di vari sentieri attrezzati , il turista può scoprire un angolo Naturale della Romagna.
Qui si possono visitare le sue spettacolari , grandi e colorate grotte : LE GROTTE DI ONFERNO.


******************** LE GROTTE DI ONFERNO ********************

Di queste grotte ne avevo sempre sentito parlare e da sempre ne ero incuriosita , e approffittando di una bella domenica di sole e caldo , abbiamo deciso di inoltrarci in questa splendida avventura.

La leggenda racconta che DANTE abbia ambientato il " GIRONE DELL'INFERNO" traendo spunto da questa grotta carsica sotterranea .
La visita in grotta è solo guidata e si effettua in circa 1 ora .

Prima di scendere , la guida ci ha fornito di un casco color giallo tipo " minatore " e di una torcia che ci servirà anche per vedere dove mettere i piedi, in quanto l'ambiente è poco illuminato.
Il dislivello , prima di scendere nel bosco , per poi risalirlo all'interno della grotta , è di 70 metri .

La temperatura, dentro è intorno ai 12 / 14 °.
Naturalmente il consiglio che la guida ci aveva dato , era di indossare delle scarpe comode , con un buon fondo , perchè l'umidità avrebbe reso il nostro percorso scivoloso.

L'abbigliamento doveva essere sportivo e , in qualsiasi stagione si vuole andare , perchè le GROTTE sono aperte tutto l'anno , la felpa o il k-way è d'obbligo , per ripararci dall'umidità.
La guida , una volta appurato che eravamo tutti in regola con le norme.....ci invitava a seguirla per iniziare la visita alle GROTTE.
Il nostro gruppetto , formato da 15 /20 persone , era in fermento e la curiosità e la voglia di cominciare questa avventura sotterramea era tanta.

La visita fa provare l'ebbrezza tra avventura ed esplorazione speleologica , ed è accessibile anche ai bambini.
Appena entrati nei sotterranei , rimaniamo entusiasti per tutto quello che ci circonda.
Vediamo degli ambienti molto suggestivi, con cascate di calcare , giganteschi ammassi di cristalli sul soffitto , attraversiamo strettoie , sale di crollo , canyon , una serie di cavità collegate con cunicoli e strettoie.

Lungo il percorso incontriamo stanze di varie grandezze , alcune ampie , altre molto piccole , ognuna con la sua particolarità di colori e forme , sembravano sculture fatte da mani esperte.
La sala più famosa si chiama " SALA QUIRINA " , soprannominata " SALA DEI MAMMELLONI " per le grosse sporgenze coniche di gesso dal soffitto.
Questi MAMMELLONI , bellissimi da vedere per le loro dimensioni , sono tra i più grandi d'EUROPA.

E' stato un fiumiciattolo sotterraneo a scavare queste grotte di gesso , che per millenni , scorrendo , si è fatto strada attraverso la roccia e ha formato in alcuni punti delle forme strane di SALI DI CALCIO .
Questo complesso carsico di ONFERNO , è considerato tra i più importanti d'ITALIA tra le grotte di gesso.
Continuiamo sempre a seguire ed ascoltare ammirati la nostra guida che è molto disponibile a qualsiasi richiesta e domanda che le viene posta.
Ignari di quello che ci aspettava , abbiamo continuato a seguirlo , ma inconsciamente cominciava a farsi sentire qualcosa di strano.

La grotta era poco illuminata e all'improvviso , abbiamo sentito dei fruscii alle nostre spalle ; di scatto , ci siamo tutti girati , spaventati nel vedere una miriade di pipistrelli .
La guida ci invitava alla calma e ci spiegava che all'interno vivono la maggiore " flotta " di pipistrelli , si parla di 4000 esemplari.
Sono 6 specie di notevole valore scientifico perchè sono considerate in via di estinzione.
La guida ci raccomandava spesso di NON DISTURBARE i " CHIROTTERI ", ( questo è il nome con cui lui chiamava i pipistrelli ), dal momento che eravamo in casa loro e non amavano tanto la confusione.

.•*☼ I CHIROTTERI sono animali vertebrati protetti , utili nella lotta alle zanzare malariche e hanno il corpo ricoperto di pelo , sono degli antichissimi mammiferi : gli UNICI mammiferi volanti e anche loro allattano i piccoli.
Di giorno si riposano appesi col capo in giù e la notte vanno a caccia di cibo , si nutrono d'insetti ( si dice che divorano 5000 zanzare in una sola notte, a testa , ) e non di sangue , come si è soliti pensare.
Non sono ciechi e hanno occhi ben funzionanti e per nostra fortuna non si attaccano ai capelli , anche se la maggior parte di noi era preoccupata di questo .
La guida ci aveva spiegato , che il loro sistema di orientamento è talmente perfetto , che riescono a sentire oggetti anche più sottili di un capello , perciò la nostra capigliatura era salva.

Durante l'estate c'è la possibilità di vedere alcuni pipistrelli " impegnati " nella riproduzione, altri che seguono il primo volo dei loro piccoli . Sono in grande fermento e volano da una parte all'altra e per chi è coraggioso , nell'escursione notturna li può incontrare " faccia a faccia ".
Alcune delle famiglie di appartenenza di questi CHIROTTERI, sono le seguenti :

.•*☼ FERRO DI CAVALLO MINORE
.•*☼ FERRO DI CAVALLO MAGGIORE
.•*☼ EURIALE
.•*☼ MINIOTTERO


¯)¸.•*☼¯)¸.•*☼ COME RAGGIUNGERE LE GROTTE ¯)¸.•*☼¯)¸.•*☼


Le GROTTE di ONFERNO sono a 30 km da Rimini, sulla Statale 16 in direzione Riccione fino al bivio per Morciano.
Da Morciano si prosegue fiancheggiando il corso del Conca in direzione di San Marino e all'altezza di Fratte si svolta a sinistra per Grotte di Onferno.
Un altro percorso, più tortuoso ma anche più panoramico, è quello che, superato Morciano, svolta a sinistra per Gemmano. Più veloce il primo percorso (meno di 1 ora),
più impegnativo e lungo il secondo.


¯)¸.•*☼¯)¸.•*☼ ORARIO DI APERTURA ¯)¸.•*☼¯)¸.•*☼


.•*☼ Dalla SECONDA domenica di GIUGNO fino alla SECONDA domenica di SETTEMBRE è aperto TUTTI i giorni.
.•*☼ Visite guidate alle ore :
.•*☼ 11,00
.•*☼ 15,30
.•*☼ 17,00


.•*☼ LUGLIO e AGOSTO anche visita notturna
solo su prenotazione, per gruppi di almeno 10 persone .
.•*☼ sabato e domenica ore 22,30

.•*☼ Aprile, Maggio e fino al 9 giugno e dal 15 al 31 settembre aperto solo sabato e domenica dalle 15 alle 18


.•*☼ Novembre, Dicembre , GENNAIO e FEBBRAIO
aperto SOLO la DOMENICA dalle 14.30 alle 16.30

.•*☼ MARZO e OTTOBRE
aperto SOLO la DOMENICA dalle 15.00 alle 18.00

.•*☼ Per gruppi di almeno 15 persone
aperto su prenotazione in qualsiasi periodo.

.•*☼ Tutte le visite in grotta sono guidate .
Non siete curiosi di vedere i pipistrelli ?????

6 gennaio 2008

FESTA DELL'EPIFANIA


Il vocabolo Epifania deriva dal greco Eptfaneia e significa "manifestazione", infatti il giorno 6 gennaio e cioè 12 giorni dopo il Natale, la tradizione cristiana celebra il primo manifestarsi dell’umanità e divinità di Gesù Cristo ai Re Magi.

Proprio per questo l’Epifania, unitamente alla Pasqua, alla Pentecoste ed al Natale, costituisce una delle massime solennità che la Chiesa possa celebrare.

Nel III secolo i cristiani cominciarono a riferisi a tutti i fenomeni di origine divina, come i miracoli, le visioni, i sogni premonitori... con il termine Epifania e solo successivamente questa parola venne usata esclusivamente per indicare il manifestarsi della divinità di Gesù ai Re Magi.

Tanti famosi capolavori della pittura fiorentina, tra i cui autori troviamo Botticelli e Leonardo, furono ispirati dall’Epifania e anche nel XII e nel XIII secolo, numerose furono le laudi cantate per essa.

Dei Re Magi si parla nei vangeli e ad essi, autorevoli esponenti di un popolo completamente estraneo al mondo ebraico, furono attribuiti i nomi Melchiorre (rappresentante della stirpe semitica), Gaspare (rappresentante della stirpe camitica) e Baldassarre (rappresentante della stirpe giapetica).

I tre sovrani, tutt’ora considerati patroni e protettori dei viaggiatori e una volta anche dei mercanti e dei cavalieri, furono guidati in Giudea, fino alla grotta di Betlemme, da una stella che brillava più di tutte le altre, la Stella Cometa. Una volta giunti a destinazione i Tre Re Magi adorarono il Bambin Gesù, riconosciuto come Re dei Giudei e gli lasciarono tre importanti doni-simbolo: oro, in omaggio alla sua regalità, incenso, in omaggio alla sua divinità e mirra a significato della sua futura sofferenza redentrice.

Oggi nelle varie culture la celebrazione dell'Epifania è accompagnata a simboli e tradizioni diverse, per esempio: la Stella Cometa che guida i Re Magi, propria della tradizione orientale e poi acquisita dal Cristianesimo, l'accensione di fuochi augurali, presa dai culti solari, la tradizione dei regali nella calza per i bambini, che in Spagna è portata dai Re Magi, mentre da noi è appesa al camino dai piccoli e riempita dalla Befana, una vecchia molto brutta ma buona, durante la notte.

6 GENNAIO....FESTA DI CHI ???...


Festa dell’Epifania o festa della Befana?...
Eh si, il 6 gennaio festeggiamo 2 volte: con la festa religiosa dell’Epifania e con la festa pagana della Befana.

*********** LA FIGURA DELLA BEFANA *************


La Befana è una tipica figura folkloristica sviluppatasi dapprima nelle regioni centrali d’Italia e successivamente anche nelle altre.

Il suo nome è dovuto ad uno storpiamento del vocabolo Epifania e la sua figura è costituita da una vecchietta, brutta e rugosa, con naso aquilino da strega e con i vestiti vecchi e rattoppati, che la notte tra il 5 e il 6 gennaio, volando nel cielo a cavallo di una scopa, dispensa dolci e caramelle ai bambini buoni, mentre a quelli cattivi lascia carbone e cipolle rosse.

La sera del 5 gennaio, puntualmente, ogni bambino appende al camino grosse calze colorate, nella speranza di trovarvi il giorno dopo leccornie di ogni tipo e magari anche qualche soldino. Tipiche sono infatti le monete di cioccolato ricoperte di carta dorata e il carbone di zucchero che piace anche ai bambini buoni.
Per questo nelle bancarelle dei mercatini natalizi, abbondano le bambole di plastica o di pezza che raffigurano la vecchia signora intenta a volare sulla propria scopa e tantissime sono le calze preconfezionate, non solo con dolci ma anche con piccole sorprese giocattolo, che tutti i genitori corrono a comprare solo per vedere stupore e gioia sui volti sorridenti dei loro pargoli.

Secondo una vecchia leggenda popolare, i Re Magi non riuscendo a trovare la strada per Betlemme, lungo il cammino chiesero informazioni ad una piccola vecchietta e la esortarono ad andare con loro e portare dei doni al Bambin Gesù. Malgrado le loro insistenze la vecchia non li volle seguire, poi pentitasi riempì un cesto, con dolci di ogni tipo e uscì di casa in cerca dei tre sovrani. Non riuscendo a raggiungerli, lungo tutto il percorso si fermò ad ogni casa, donando dolci a tutti i bambini, nella speranza che uno di loro fosse il piccolo Re dei Giudei.

Da allora il suo spirito, ogni anno in quella data, vola in cielo e porta doni ai più piccoli, per farsi perdonare di non essere riuscita a salutare la nascita di Gesù.

Secondo altre leggende, la festa della Befana deriva da riti pagani del folklore pre-cristiano, come le tradizioni propiziatorie agrarie legate all’inizio dell’anno. La vecchia simboleggiava infatti l’anno trascorso, al quale veniva dato l’addio bruciando sul rogo un fantoccio con abiti vecchi e strappati, dando così il benvenuto all’anno nuovo. I regali e i dolci erano simboli bene auguranti per l’anno nascente e quindi propiziatori per un ricco e abbondante raccolto.

Di favole e filastrocche, per la festa della befana, ne sono pieni i libri e non solo i bambini, ma anche gli adulti, festeggiano questo giorno cercando di prolungare ancora un pochino le festività natalizie.

4 gennaio 2008

UN FANTASMA NEL CASTELLO


L'entroterra Romagnolo è circondato di paesini collinari caratteristici e molto suggestivi , e ognuno di loro è ricco di storia.

Su alcuni scogli di roccia tipici della VALMARECCHIA si distinguono due castelli : MONTEBELLO e TORRIANA.
Sono due roccaforti che hanno visto gli splendori dei MALATESTA ; due borghi che nei secoli hanno avuto sorti diverse: TORRIANA , dove si narra che nei sotterranei della fortezza sia stato ucciso GIANCIOTTO MALATESTA, fratello di PAOLO e marito di FRANCESCA, modificandosi è diventata capoluogo comunale , MONTEBELLO con il suo piccolo borgo , per sua fortuna è rimasta intatta nei secoli ed è oggi una vera isola di storia e cultura.

Dei due castelli , quello che a me è piaciuto di più , anche per la sua storia , che andrò a raccontare è MONTEBELLO .
Esso si trova nell'entroterra Riminese e dalla sua altura si gode un bellissimo panorama che comprende MARCHE ed EMILIA ROMAGNA.
I proprietari di questo castello sono la famiglia GUIDI, la casata che vi ha abitato nel periodo RINASCIMENTALE , ed è grazie a loro che il castello è stato ristrutturato molto accuratamente nel 1989, e arredato con pezzi originali.
Ma questo castello , oltre che per le sue bellezze , è rinomato per un mistero avvenuto nel 1300 e che tutt'ora attira la gente da ogni parte d'Italia , ed è meta di gite scolastiche con visite guidate.
E' il mistero di AZZURRINA , o meglio del SUO FANTASMA.......


*********************** LA STORIA DI AZZURRINA ***************

Guendalina ( il vero nome della bambina ) figlia di Uguccione Malatesta , per il solo fatto di avere i capelli albini , rischiava la forca per stregoneria . La madre , per proteggerla le tinse i capelli con delle erbe che le procurarono una tonalità azzurra......da qui il nome.......AZZURRINA

Un giorno ( 21 giugno ) , AZZURRINA giocava con la sua palla di pezza nella fortezza del castello, guardata a vista da due soldati che avevano il compito di proteggerla . Ad un certo punto la palla rotolò giù per una scala che portava fino alla cantina e la bambina la insegui' per raccoglierla. In quella cantina ci doveva essere solo una via di entrata , di conseguenza i soldati non si preoccuparono quando la bambina scese le scale per ricorrere la palla. Sentirono solo un grido da li' sotto........ poi ........più nulla........
Nè AZZURRINA , nè la sua palla furono mai più ritrovate , anche dopo aver dato l'allarme e setacciato l'intero castello e tutto il piccolo borgo circostante.

Da allora , ogni anno che finisce per 0 o per 5, nella notte del solstizio d'estate si sente il fantasma della bambina piangere fra le mura del castello.
Dal 1989 sono state fatte delle registrazioni dell'evento, l'ultima delle quali nel giugno del 2000.

Il mistero di AZZURRINA è diventato " un caso " che ha incuriosito anche parapsicologi , persino la RAI con la sua troupe, ha fatto nel 1990 delle registrazioni dove si sente una voce di bambina che piange in mezzo ai rumori di un temporale ; la seconda registrazione avvenuta nel 1995 per opera dell'UNIVERSITA' DI BOLOGNA , evidenzia CHIARAMENTE un grido di bambina che chiama " MAMMA " ( ed è sempre la stessa voce delle altre registrazioni,) un rumore di palla che rimbalza , 12 rintocchi di campana .
Da una ricerca effettuata , risulta che nelle zone NON CI SONO campane che suonano con quel timbro.
Al castello di MONTEBELLO continuano incessanti le ricerche....

Le visite guidate sono l'unico modo per visitare il castello , ed è la guida , che dopo averci fatto fare un bel giro all'interno conducendoci nei vari saloni, ammirando tesori e segreti custoditi , mobili di gran pregio, collezione di forzieri e cassapanche , una delle quali sembra risalire alle CROCIATE , ci conduce nei pressi della scalinata dove scomparve la bambina e con un registratore ci fa ascoltare le voci registrate durante questi anni e ........sarà la suggestione del racconto........sarà la vocina di bimba che chiama mamma....... fattostà che nella giornata in cui anche io ero presente insieme alla mia famiglia , ho visto molte persone sentirsi male, altre svenire.
Certamente l'atmosfera che si respira nel castello mette ansia , è facile suggestionarsi , e quella vocina che piange disperatamente...........che chiama " mamma "........non aiuta di certo.
Anche io , se devo essere sincera, ho avuto paura, ho avuto un momento di ansia, un brivido mi ha percorso la schiena , ma che fortunatamente è scomparsa appena lasciata la stanza e raggiunto l'uscita fuori del castello.

Agli amanti del brivido lo consiglio vivamente , e a chi vuole trascorrere un pomeriggio in mezzo alla storia e alla cultura rinascimentale.


************************ APERTURA ******************************


Dal 1 ottobre fino al 31 maggio.......solo sabato ,domenica e festivi
Dal 1 giugno fino al 30 settembre......tutti i giorni (escluso il lunedi')

ORARIO dalle 14.30 fino alle 19

Dal 15 giugno al 15 settembre , per i più coraggiosi visita guidata notturna dalle ore 22.30 fino alle 24

L'ingresso è a pagamento e varia dai gruppi più o meno numerosi


*********************** COME RAGGIUNGERCI ******************


AUTOSTRADA A 14 uscita RIMINI NORD S,Arcangelo di Romagna , seguire indicazioni per TORRIANA


Se passate da quelle parti.........

VORREI SUSSURRARTI


Piccoli petali di cristallo
scendono dal cielo.
Un’atmosfera magica
mi pervade l’anima,
e il pensiero giunge a te
che sei lontano.
Il cuore, è lo scrigno prezioso
dove custodisco gelosamente
il mio amore per te.
Al calar della sera,
la nostalgia mi travolge.
Una lacrima scende lungo il viso,
illuminato da mille colori
dell’albero di natale,
che si riflette nei miei occhi.
Adagiata sul sofà,
avvolta nella calda coperta di lana,
mentre una ciocca di capelli scende
sfiorandomi le labbra,
sento forte dentro di me
il desiderio di stringerti
per poterti sussurrare…
Calde sono le mie labbra,
fremente voglia d’assaporare.
Il desiderio è da appagare,
i sospiri da sprigionare
nel piacere sensuale.
Amore mio,
sono un’anima solitaria
senza di te.
Attendo trepidante
di sentire respiri, labbra, mani,
e il desiderio che hai di me.



.............tratto dal "Manuale diMari "....http://manualedimari.it/blog

2 gennaio 2008

UNA DOMENICA PARTICOLARE TRA SAPORI E TRADIZIONI

Oggi è una splendida domenica di sole, non fa nemmeno freddo, e nelle vicinanze ci sono diverse sagre autunnali , cosi' io e mio marito decidiamo di fare un bel giro , invogliati anche dal bel tempo.
Decidiamo di andare alla sagra " del FORMAGGIO DI FOSSA "che si svolge ogni anno a Sogliano al Rubicone nelle ultime due domeniche di Novembre e nella prima domenica di Dicembre.


******************* SOGLIANO AL RUBICONE *********************


E' un piccolo centro che si trova sulle colline dell'Appennino Romagnolo al confine con le Marche.
Dai suoi 380 m. di altitudine, si vedono i dolci colli vicini, la Repubblica di San Marino ed un tratto del mare Adriatico. A livello storico, mi piace ricordare , che nel territorio nasce il fiume Rubicone, diventato famoso per l'episodio che lo vide protagonista con Giulio Cesare, e il periodo di dominazione dei Malatesta. Tra le tradizioni merita di essere nominata la produzione artigianale delle famose " Teglie "in terracotta di Montetiffi .


******************* IL FORMAGGIO DI FOSSA *********************


Il formaggio di fossa è un tipico prodotto locale, ottenuto dalla fermentazione nella fossa di stagionatura, del classico formaggio prodotto nella zona compresa fra la vallata del Rubicone e del Marecchia.
La fossa nasce dall'esigenza di conservare a lunga durata i formaggi prodotti con l'abbondante latte primaverile , ed è un ambiente sotterraneo, scavato nel tufo, a forma di fiasco, della misura di circa 6/7 metri di profondità e 2 di diametro di origine mediovale.
L'usanza di " seppellire" il formaggio viene tramandata nei secoli dalle tradizioni contadine del luogo. L'origine di questa pratica è ignota, si pensa, forse, per nascondere il formaggio durante le incursioni nemiche nei tempi in cui Sogliano si trovava sotto il dominio dei MALATESTA.


La fossa viene aperta ogni anno, i primi di Agosto; da questo giorno i contadini, commercianti o semplici privati, hanno tempo fino al 15 Agosto per portare il proprio formaggio ( pecorino, vaccino, o misto ) a maturare nella fossa.
I proprietari di questa, rilasciano una ricevuta dell'avvenuto deposito che dovrà poi essere esibita al momento del ritiro.
Il formaggio viene chiuso in sacchetti di tela bianca dove i proprietari della fossa pongono il numero di riconoscimento di ogni partecipante.
La preparazione della fossa, viene qualche giorno prima dell'infossatura, quando persone esperte
cominciano a bruciare la paglia all'interno della fossa, con l'intento di togliere l'umidità accumulata e per sterilizzare
contro i germi che potrebbero nuocere alla fermentazione.

Fatto questo, si rivestono le pareti per isolare il tufo con uno strato di circa 15 cm.di paglia, sostenuta con delle canne e nel fondo vengono sistemate delle tavole di legno.
La fossa è pronta per ricevere il formaggio; verrà chiusa per essere riaperta 3 mesi dopo : in Novembre per S. Caterina ( 25 Novembre ).

Il normale formaggio depositato in Agosto è diventato il FORMAGGIO DI FOSSA, dal sapore e fragranza inconfondibile , ma dall'odore un po' acro e pungente.
Il formaggio di fossa si presenta in forme irregolari, senza crosta, dalla pasta dura o semidura a seconda del formaggio di partenza, di colore paglierino, con il sapore più o meno piccante , con un retrogusto amarognolo, dal profumo pungente che lo caratterizza e rende ogni piatto unico.
Si usa a scaglie sulla pasta o sulla carne cruda per il carpaccio; come ingrediente nei ripieni per arricchirne il sapore e si offre bene anche per la fonduta. Molti bongustai abbinano il formaggio di fossa ad un buon miele, con marmellate varie ( una su tutte quella di fichi), alla mostarda e al savor che è una confettura prodotta con uva Sangiovese, pere dolci, mele verdi,
mele rosse, mele e pere cotogne, gherigli di mandorle e zucchero.

In queste domeniche, Sogliano si riempie di tantissima gente, che viene per acquistare questo prodotto veramente unico e per visitare le numerose fosse, che per l'occasione sono disponibili per essere visitate , nonchè per assaggiare i vari formaggi messi a disposizione dalle aziende .
Da molti anni questa fiera è diventata un appuntamento sempre più importante nell'ambito delle fiere romagnole; l'affluenza di pubblico è talmente cresciuta che si è reso necessario il prolungamento della fiera.

Il prezzo del formaggio di fossa varia dai 20 ai 30 euro al kg. a secondo del tipo ( vaccino , pecora o capra ), o se si è utilizzato formaggio proveniente da allevamento biologico.


Inutile dire che passeggiando per il paese, visitando le fosse anche io non ho resistito all'acquisto di un pezzo di quel formaggio dal sapore particolare e naturalmente non senza un vasetto di savor.

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